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RIFARE LE CITTÀ PRODUTTIVE. Esperienze europee di rigenerazione urbana

10 Luglio 2007 ore 9.30 Auditorium Museo Pecci - PRATO
Per la città contemporanea, quella dell’economia della conoscenza, venire considerata un luogo attraente , ospitale e particolare è diventato non soltanto una scelta possibile, ma un vero imperativo.

In tutte le città europee il declino dell’occupazione industriale coincide con la crescita del numero di aree industriali dismesse. Molte città devono dunque affrontare il problema di decidere cosa fare di aree vaste cercando di bilanciare gli interessi privati e quelli collettivi. Le specificità pratesi vanno perciò ripensate in rapporto alle problematiche della trasformazione e innovazione urbana, con particolare riferimento alle possibili combinazioni fra politiche spaziali, riqualificazione fisica e sviluppo di attività economiche innovative e ricostruzione del tessuto sociale. Cruciale è il rapporto tra partner pubblici e investimenti privati. Perciò in Inghilterra, a Göteborg o a Barcellona ci si è mobilitati per definire una visione che orienti le decisioni territoriali che attendono la società locale. Proporre azioni coordinate di riqualificazione del tessuto urbanistico, affinché si determinino condizioni favorevoli a nuove economie, diventa una scelta obbligata per la competitività. La “stagione” dei piani strategici e di quelli strutturali può rappresentare il banco di prova della capacità delle singole realtà locali a dialogare tra loro e in alcuni casi a ricercare una vera e propria integrazione di sistema. A Prato ci misuriamo con il vacillare della città monoproduttiva ed è evidente che un insieme di limitati e autonomi progetti non riusciranno a produrre alcuna qualità urbana. In questo contesto appare ovvio definire uno “scenario” congruente nelle sue parti, intorno al quale mobilitare risorse, costruire politiche, sviluppare progetti. Occorre pensare alla trasformazione della città rivolgendola anche all’innovazione della base economica e cercando di non eludere il tema, quello si difficilissimo, di creare nuove immagini condivise della città non più tradizionalmente tessile, ma ancora solidamente manifatturiera.

 

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